- Data: Settembre 2015

Direttiva ErP Ecodesign:

Dal 26 Settembre 2015 solo caldaie a condensazione.

Secondo quanto stabilito dalla Direttiva Europea Ecodesign, a partire dal 26 Settembre 2015 potranno essere commercializzate solamente caldaie a condensazione.

Con il termine direttiva ErP (Energy related Products) si intende la Direttiva Europea 2009/125/CE che è stata introdotta con lo scopo di ridurre i consumi energetici nell'ambito del Protocollo di Kyoto, cioè l'accordo internazionale stipulato nel Dicembre 1997 con l'obiettivo di contrastare il riscaldamento climatico globale.

L'Unione Europea, tramite il così detto "Piano Europeo 20 20 20" ha introdotto un insieme di misure studiate per ridurre le emissioni di CO2 ed aumentare l'utilizzo delle energie rinnovabili. L'obiettivo è quello di ottenere entro il 2020 una riduzione del 20% di emissioni di anidride carbonica, una riduzione del 20% dell'utilizzo di fonti di energia primaria e un aumento del 20% delle energie rinnovabili. Questo pacchetto di norma è contenuto nella Direttiva 2009/29/CE.

I regolamenti Ecodesign ed Ecolabel, inerenti la progettazione eco compatibile e l'etichettatura energetica, prevedono delle normative per consentire all'UE di raggiungere gli obiettivi del Piano 20-20-20.

Per quanto riguarda le caldaie di potenza inferiore o uguale a 400kW, la normativa Ecodesign prevede che a partire dal 26 settembre 2015 possano essere prodotte, messe in vendita sul mercato e installate solamente caldaie a condensazione.

Secondo la nuova normativa le caldaie convenzionali a camera stagna non potranno più essere installate in quanto non rispettano i requisiti minimi di rendimento, che vengono calcolati sul Potere Calorifico Superiore. L'unica eccezione ammessa è per le caldaie convenzionali non a camera stagna di tipo B utilizzate in caso di canne fumarie collettive ramificate in edifici multifamiliari.

In aggiunta la normativa Ecolabel prevede che le caldaie debbano essere abbinate a un'etichetta energetica (da A++ a G) in cui il consumatore possa trovare tutte le informazioni riguardo l'efficienza energetica.


- Data: Settembre 2013

Scarico a tetto e a parete: novità dal 1 settembre 2013

 Per impianti termici installati ex novo a partire dal 1 settembre 2013 - in tutte le tipologie di immobili - vige l'obbligo di scaricare a tetto. Deroghe previste solo per: sostituzioni di impianti aventi scarico a parete (o in canna ramificata) già esistenti prima del 1 settembre; nel caso di case storiche/stabili vincolati; di fronte all'impossibilità tecnica di sbocco a tetto, asseverata da un progettista. In tali casi, è ammesso lo scarico a parete, purché s'installino generatori di calore a gas (secondo norme UNI) ad alta prestazione energetica e basse emissioni.

(Aggiornato al: 3 settembre 2013)

 La Legge n. 90/2013, entrata in vigore il 4 agosto 2013, ha stabilito nuove disposizioni riguardanti l'evacuazione dei prodotti della combustione degli impianti termici. In particolare, l'art. 17-bis "Requisiti degli impianti termici", al comma 9 stabilisce che:

"Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
9-bis. E' possibile derogare a quanto stabilito dal comma 9 nei casi in cui:
a) si procede, anche nell'ambito di una riqualificazione energetica dell'impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;

b) l'adempimento dell'obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell'intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
c) il progettista attesta e assevera l'impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto.

9-ter. Nei casi di cui al comma 9-bis  è obbligatorio installare generatori di calore a gas che, per valori di prestazione energetica e di emissioni, appartengono alle classi 4 e 5 previste dalle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502, e posizionare i terminali di tiraggio in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129, e successive integrazioni.
9-quater. I comuni adeguano i propri regolamenti alle disposizioni di cui ai commi 9, 9-bis e 9-ter".

In sintesi, rispetto alla precedente norma (per la Legge n. 221/2012, si veda box a fondo pagina), vanno rilevate le seguenti modifiche:

  •  l'obbligo di scaricare a tetto, in via generale, ora è esteso a tutte le tipologie di edifici, anche, ad esempio, a villette unifamiliari  (non solo più quindi agli "edifici costituiti da più unità immobiliari");
  • prima, si poteva scaricare a parete se s'installava una caldaia a condensazione; ora, sono indicati tre casi specifici in cui è possibile scaricare a parete, rispettivamente: se si va a sostituire l'impianto con uno già esistente prima del 1 settembre 2013 che già scaricasse a parete o fosse allacciato a canna collettiva ramificata; se lo scarico a tetto risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici; se si dimostra, con un'asseverazione del progettista, che è impossibile tecnicamente realizzare uno sbocco a tetto;
  • lo scarico a parete, ammesso solo per i casi in deroga, è previsto purché gli impianti siano di classe 4 e 5 stelle nel rispetto delle norme UNI EN 297, UNI EN 483 e UNI EN 15502 e delle prescrizioni della UNI 7129:2008 (posizionamento dei terminali di tiraggio, distanze da balconi e finestre, aperture di aerazione/ventilazione). Non compare più l'obbligo, come invece veniva riportato nella precedente normativa, di ricorrereesclusivamente alla specifica tipologia di caldaia a condensazione.


- Data: Giugno 2013

Ristrutturazioni e risparmio energetico, approvata l'estensione dei bonus. Ecosconto sale al 65% a decorrere dal 1 Luglio 2013. Per tutto Giugno confermato il 50% e 55%.

 

Via libera del Consiglio dei ministri allo sconto fiscale per l'efficienza energetica: sale al 65%  e vale fino al 31 dicembre 2014. Approvata anche l'estensione del bonus per le ristrutturazioni al 50% (ex 36%) fino a fine anno. Chi può richiederlo e come si ottiene: la tabella

  

Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga dei bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico che e' salito dal 55 al 65%. Il provvedimento riguarda sia gli interventi di riqualificazione energetica dei privati, cioè delle singole abitazioni, che dei condomini e, ha spiegato il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, è stato prorogato di 6 mesi per i privati e di un anno per i condomini.

L'ecobonus varrà dal prossimo 1° luglio (data di scadenza delle precedenti detrazioni) al 31 dicembre ma, se i lavori di ristrutturazione saranno "importanti"cioè riguarderanno "almeno il 25% della superficie dell'involucro", sarà prorogato fino al 31 dicembre 2014. "Per le spese documentate sostenute a partire dal 1 luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell'intero edificio), - spiega il governo - spetterà la detrazione dell'imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo".

A ciò si aggiunge il super-sconto per tutto il 2013 sulle ristrutturazioni, approvato dal governo nel testo del decreto. L'aumento della detrazione fiscale al 50% previsto dal decreto sviluppo del giugno 2012, che doveva scadere il 30 giugno prossimo verrà prorogato al 31 dicembre ed esteso anche agli arredi fissi. Ci saranno 6 mesi in più quindi per eseguire interventi edilizi di vario genere sulle abitazioni e ottenere il rimborso (rateizzato in 10 anni) della metà della spesa.

Il decreto Sviluppo
Oltre a regalare 14 punti percentuali in più di sconto fiscale (dal 36 al 50%),il decreto sviluppo aveva anche raddoppiato il tetto di spesa ammesso alla detrazione, da 48mila a 96mila euro. triplicando la detrazione massima consentita:
prima era il 36% di 48.000, cioè 17.280 euro;
ora è il 50% di 96.000, cioè 48.000 euro.

Allo scadere del periodo di "promozione", il 1° gennaio 2014 (salvo ulteriori proroghe), il bonus fiscale tornerà alla vecchia aliquota (36%) e al precedente tetto di spesa (48mila euro)

LE ALTRE NOVITA'

La detrazione per le ristrutturazioni edilizie è una decana delle agevolazioni. Introdotta dalla legge 449/1997, gode ancora di ottima salute e continua a essere largamente apprezzato dai contribuenti. E ora il vantaggio fiscale è aumentato. Negli ultimi anni sono state introdotte alcune novità ed è stata semplificata la procedura per ottenere il bonus:

la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara (per tutta Italia) non è più obbligatoria;
il costo della manodopera non deve più essere riportato in fattura come voce separata;
sui bonifici effettuati per pagare lavori la banca applica una ritenuta fiscale del 4% anziché del 10% (per il contribuente non cambia nulla, la novità riguarda le imprese edili che si vedranno accreditata una somma con una minore decurtazione);
in caso di vendita di un immobile ristrutturato, la detrazione delle rate residue può restare al venditore o essere trasferita al compratore, su decisione delle parti. L'opzione deve essere espressa col rogito notarile. Prima l'agevolazione veniva obbligatoriamente trasferita all'acquirente (e la regola vale ancora per gli atti stipulati prima del 16 settembre 2011).

LE REGOLE DEL BONUS
 

 Che cos'è









 

 Uno sconto dall'Irpef pari al 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione:
 • importo max di spesa: € 96.000,
 • importo max di detrazione: € 48.000 (cioè il 50% di 96.00).

 L'importo dev'essere indicato nella dichiarazione dei redditi a partire dall'anno
 successivo ed è detraibile in:
  10 anni per tutti i contribuenti con meno di 75 anni di età;
  5 anni per i contribuenti con meno di 80 anni;
  3 anni per i contribuenti con più di 80 anni.

 Sui lavori e i materiali è inoltre prevista, di regola, l'aliquota Iva agevolata al 10%.

 Beneficiari




 

 Tutte le persone fisiche che:
 • ristrutturano un immobile posseduto a qualsiasi titolo (cioè i proprietari ma
 anche chi è in affitto o in usufrutto) entro il 31 dicembre 2012;
 • acquistano un immobile ristrutturato da imprese di costruzione o cooperative
 entro il 30 giugno 2013 (ma la ristrutturazione dev'essere conclusa sempre entro il
 31 dicembre 2012).

 Attività
 e spese
 ammesse






 Tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento
 conservativo, ristrutturazione edilizia, per quanto riguarda le seguenti spese:
 • progettazione, consulenza, perizie;
 • esecuzione dei lavori;
 • acquisto dei materiali;
 • messa in regola degli impianti elettrici e degli impianti a metano;
 • relazione di conformità dei lavori;
 • imposte e altri costi burocratici (Iva, imposta di bollo, concessioni, autorizzazioni
 e denuncia di inizio lavori);
 • oneri di urbanizzazione.

 Procedura










 Nessun adempimento preventivo, essendo stato abolito l'obbligo di inviare la
 comunicazione al Centro operativo di Pescara. Occorre però sempre essere in possesso
 degli altri documenti eventualmente necessari per l'attività edilizia (Dia/Scia,
 concessione edilizia ecc.), da esibire in caso di verifica.

 Tutti i pagamenti all'impresa che svolge i lavori devono avvenire tramite bonifico
 bancario
dal quale risulti la specifica causale del versamento e il codice fiscale di
 entrambe le parti (le banche hanno appositi moduli per questo tipo di bonifico).

 E' importante conservare:
  le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili;
  le ricevute dei bonifici come prova del pagamento.